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Perché il motore Moto Guzzi si muove lateralmente quando acceleri

Fabio Galli by Fabio Galli
17 Marzo 2026
in Racconti
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Motore bicilindrico trasversale Moto Guzzi con cilindri laterali visibili
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Chi guida una Moto Guzzi lo nota quasi subito.

Da fermo, quando si dà un colpo di gas, la moto sembra fare un piccolo movimento laterale. È una sensazione breve ma netta, che molti motociclisti ricordano fin dal primo contatto con il bicilindrico di Mandello.

Per chi non è abituato può sembrare strano. In realtà è una conseguenza perfettamente naturale della sua architettura meccanica.

Per capirlo bisogna partire da come è fatto il motore Moto Guzzi.

Il classico bicilindrico della casa di Mandello del Lario è un V-Twin di 90 gradi montato trasversalmente rispetto alla moto. Questo significa che i cilindri sporgono lateralmente e l’albero motore è disposto longitudinalmente, cioè nella stessa direzione della moto.

È una soluzione molto diversa rispetto alla maggior parte delle moto, dove l’albero motore è disposto trasversalmente rispetto alla direzione di marcia.

Questa configurazione ha diversi vantaggi tecnici, tra cui un ottimo raffreddamento dei cilindri esposti al flusso d’aria e una manutenzione relativamente semplice. Ma porta anche a un comportamento molto particolare quando il motore cambia regime rapidamente.

Quando si accelera da fermo, l’albero motore aumenta bruscamente la propria velocità di rotazione.

Come ogni massa in rotazione, genera una coppia di reazione. In altre parole, mentre l’albero motore accelera in un senso, il resto della moto tende a reagire nella direzione opposta.

Nella maggior parte dei motori questa reazione è poco percepibile perché l’albero motore ruota in un piano diverso o perché altre masse rotanti compensano il fenomeno.

Nel caso delle Moto Guzzi, invece, l’albero motore è disposto longitudinalmente e la sua rotazione genera una piccola spinta che si scarica lateralmente sul telaio.

Il risultato è quel leggero movimento che il pilota avverte soprattutto:
– da fermo
– al minimo
– con colpi di gas improvvisi.

Quando la moto è in movimento l’effetto diventa quasi impercettibile, perché la massa complessiva della moto e l’effetto giroscopico delle ruote lo compensano.

Nel corso degli anni Moto Guzzi ha lavorato molto per rendere questo comportamento sempre più controllato. L’evoluzione dei motori, delle masse interne e delle soluzioni di bilanciamento ha ridotto notevolmente la percezione del fenomeno rispetto ai modelli più storici.

Eppure una piccola traccia di questa caratteristica è rimasta.

Ed è proprio questo uno degli elementi che rende una Moto Guzzi immediatamente riconoscibile.

Per molti motociclisti, quel leggero movimento del motore non è un difetto da eliminare, ma una specie di firma meccanica. Il segno di un progetto diverso, che non cerca di nascondere la propria personalità ma la mostra apertamente.

In fondo è uno di quei dettagli che spiegano perché una Moto Guzzi non è soltanto una moto. È un modo particolare di vivere la meccanica.

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